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Differenza tra stetoscopio e fonendoscopio

Lo stetoscopio è lo strumento utilizzato per l’auscultazione del torace, il fonendoscopio viene usato per l’auscultazione dei visceri in generale. Spesso questi due termini vengono confusi e usati come sinonimi, anche se all’apparenza si tratta di due dispositivi molto simili in realtà sono stati concepiti per scopi diagnostici molto diversi tra loro.

La differenza dipende dalla tipologia di testina usata per l’auscultazione. Infatti, mentre lo stetoscopio ha una campana più larga ed ampia ed è impiegato per ascoltare i suoni più acuti e più semplici da udire (ad esempio i toni cardiaci), il fonendoscopio ha invece un disco più piccolo e viene utilizzato per i suoni più cupi (ad esempio i rumori polmonari).

I dispositivi più moderni e professionali permettono di unire i due strumenti in un’unica soluzione chiamata stetofonendoscopio, il quale ha entrambe le testine.

Lo stetofonendoscopio acustico è il più comune, e funziona tramite la trasmissione di suoni dal petto, attraverso dei canali contenenti aria, alle orecchie dell’uditore.

Lo stetoscopio fu inventato in Francia nel 1816 da Theophile Hyacinthe Laennec; la leggenda narra che l’ispirazione gli venne utilizzando un quaderno arrotolato, per percepire i battiti cardiaci di una paziente obesa, sulla quale era impossibile praticare l’auscultazione diretta appoggiando l’orecchio.

In seguito lo strumento venne perfezionato, tramite l’utilizzo di un cilindro di legno, alto un piede e con un foro del diametro di 2 mm. Lo stetoscopio moderno invece è una creazione del dottor David Littmann, dalla Harvard Medical School, più leggero rispetto agli altri modelli e con un’acustica migliorata grazie alla membrana fluttuante.

Per ripercorrere la storia attraverso le immagini >>

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